Immobiliare, 400 mila abitazioni in più nel 2018

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Con la pubblicazione delle Statistiche catastali da parte dell’Osservatorio del mercato immobiliare italiano dell’Agenzia delle Entrate, giunge a conclusione la panoramica su quanto avvenuto nel mercato residenziale tricolore nel corso del 2018.

Cerchiamo di scorgere le principali valutazioni compiute, con uno sguardo sullo stock immobiliare e sulle relative rendite catastali.

Lo stock complessivo

Cominciando dai dati sullo stock immobiliare complessivo censito negli archivi catastali italiani, il dato di fine 2018 riferisce di quasi 75,5 milioni di immobili o loro porzioni, di cui circa 65 milioni censite nelle categorie catastali ordinarie e speciali (con attribuzione di rendita), poco meno di 3,5 milioni censite nel gruppo F e poco più di 6,5 milioni quali beni comuni non censibili.

Considerando solamente le unità immobiliari censite e produttrici di rendita, ne deriva che il 55% è riconducibile al gruppo A, quello residenziale, mentre nel  gruppo C sono riconducibili oltre il 40% delle unità. In termini di rendita catastale, la quota maggiore, per circa i due terzi del totale, è nel gruppo A e C, mentre le unità del gruppo D rappresentano una quota di rendita del 28%  circa.

Complessivamente, emerge come lo stock immobiliare italiano nel 2018 sia aumentato dello 0,6%, circa 400 mila unità in più dell’anno precedente.

La rendita catastale

Passando poi ai dati di rendita catastale, emerge come nel 2018 il dato complessivamente riconducibile allo stock immobiliare sia pari a quasi 37,5 miliardi di euro, di cui più del 60% relativo ad immobili di proprietà di persone fisiche (oltre 22,8 miliardi di euro), e la parte pressoché rimanente (oltre 14,5 miliardi di euro), a persone non fisiche.

Per singoli gruppi, quello più rappresentativo è quello A (tranne A/10), con 17 miliardi di euro (+ 0,5% su base annua), davanti a quello D, con 10,5 miliardi di euro (+ 0,5% su base annua).

Uno sguardo sull’immobiliare residenziale

Soffermandoci infine sul solo mercato immobiliare residenziale, le unità immobiliari che sono censite nelle categorie catastali del gruppo A (da A/1 a A/11, ad eccezione di A/10), ad uso abitativo, sono circa 35 milioni di unità, 92 mila unità in più rispetto all’anno precedente.

A crescere maggiormente per numero di unità immobiliari residenziali di appartenenza sono le categorie A/2, A/3, A/7 e A/11 (tutte con percentuali inferiori al punto), mentre tra i cali spiccano quelle delle categorie catastali A/5 (- 2,6%) e A/6 (- 3,2%). Più lieve il passo indietro delle categorie A/1, A/4, A/8 e A/9.

Alle abitazioni censite al 31 dicembre 2018 negli archivi catastali italiani corrisponde infine una rendita pari a oltre 17 miliardi di euro, quasi 90 milioni di euro in più del 2017. Alle persone fisiche sono riconducibili circa 15,8 miliardi di euro di rendita, ovvero il 92,5% del totale, mentre alle abitazioni delle persone non fisiche è attribuita una rendita complessiva per quasi 1,3 miliardi di euro.

Sempre in termini di rendita catastale, si noti come la quota delle abitazioni di proprietà  delle persone non fisiche superi il 20% per le abitazioni signorili, le ville e le abitazioni tipiche dei luoghi. Supera il 60% per quanto riguarda le abitazioni di maggiore pregio.

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